Comune di Ari - Paese della Memoria

Tra Antiche Feste e Atavici Riti

I valori della solidarietà e della coesione sociale



Una caratteristica curiosa che interessa l’evento è che la novena viene celebrata non prima, ma dopo la festa. Al mattino c’è la messa nella chiesetta, alla fine della quale si prende la statua della Madonna e si porta in processione fino alla chiesa principale.

Interessanti e degne di nota sono le spighe di grano che vengono benedette, e che i fedeli poi portano a casa come auspicio di un buon raccolto.

La festa di San Michele Arcangelo, si celebra l’8 maggio presso la chiesa omonima in località S. Pietro; essa richiama, oltre agli abitanti della vasta zona, anche quelli di Filetto e soprattutto della vicina Giuliano Teatino. Vi sono i riti religiosi con novena, messe e processione; intrattenimento con orchestra la sera della vigilia e della festa, fuochi d’artificio e giochi per bambini e ragazzi il pomeriggio della festa. La festa ha riti antichi e di larghissima partecipazione. Le famiglie del posto invitano parenti ed amici e preparano, oggi come allora, pranzi abbondanti e gustosi.

La festa di Sant’Antonio da Padova è celebrata presso la chiesa della contrada omonima non il 13 giugno, come è di consuetudine, ma la terza domenica di luglio, forse per avere più agio per raccogliere la “tassa”, che, fino a qualche decennio fa, consisteva soprattutto nel grano. È la classica festa di paese con banda, orchestra, e fuochi d’artificio.
Il culto per San Rocco, protettore dei malati e dispensatore di grazie, era molto sentito qui in paese, come in molti altri centri ai piedi della Majella.

La tradizione, risalente all’inizio del XIX secolo, vuole che i fedeli compissero un pellegrinaggio a piedi fino al Santuario di Roccamontepiano, il 16 Agosto. Infatti, pare che il Santo gia malato di peste, abbia dimorato nella grotta rendendo miracolosa l’acqua della sorgente che ancora i devoti vengono a bere.

Ogni anno il pellegrinaggio si ripete con giovani ed anziani, tra preghiere fiaccole e canti. Dopo una breve sosta nel Santuario, per ascoltare la messa, si passa la giornata in paese a godersi la festa e a mangiare la porchetta nelle numerose tavolate organizzate. La terza domenica di Settembre si svolge la festa della Madonna delle Grazie. È la festa principale del paese e si celebra presso la chiesa omonima. È estesa anche al sabato precedente e al lunedì successivo, quest’ultimo dedicato a S. Filomena, il cui culto dalla prima metà del 1800 è associato a quello della Vergine. La festa si apre con una messa celebrata alle 5 del sabato: nonostante l’ora così mattutina, pure il rito è affollatissimo, con gente che viene a piedi dalle contrade e anche dai paesi vicini: è il momento religiosamente più intenso della festa.

La sera del sabato è dedicata oltre che alla musica e al ballo in piazza, anche ai piaceri della gola, in particolare alla porchetta e agli arrosticini. La domenica è tradizione ingaggiare una banda di fama e non sono pochi gli appassionati di tale genere musicale.

Il momento tradizionale più significativo è dato dalla sfilata dei carri; due sono fissi: il carro dei dolci (di tradizione secolare e con forme fantasiose) e quello dei doni, che vengono raccolti precedentemente per il paese: sia gli uni che gli altri sono venduti prima della messa solenne delle 11 e il ricavato viene utilizzato per la festa.

Ad essa si aggiungono altri carri, tutti fantasiosamente addobbati, con altri prodotti che vengono ugualmente venduti. La sera si porta in processione la statua della Madonna, fra canti e rosari. La giornata termina, dopo le esibizioni della banda, con un grandioso spettacolo di fuochi d’artificio.

Il lunedì successivo, è la festa di S. Filomena. La festa è attesa perché si mangia il meglio: brodo con pane dorato, bucatini, pollo, le famose "cancellate" e vino cotto. Tutt'oggi la festa è molto sentita e si è arricchita sia nell'aspetto religioso che in quello folcloristico. La messa mattutina, alle cinque del lunedì mattina è allietata dal canto dei pellegrini che provengono a piedi, da Giuliano Teatino. I ragazzi sfilano per il paese con gli abiti tradizionali di Ari e portano sulla testa conche di rame piene di grano. La sera della festa, suona un'orchestra e c'è il ballo in piazza.

Quest’anno si è svolta anche una manifestazione ciclistica, il Campionato Provinciale Amatori. A Turri, nei pressi dei ruderi della vecchia chiesa, ogni 24 Agosto si celebra la festa di San Bartolomeo. La giornata è dedicata anche alla memoria del giudice Rosario Livatino, a cui è stata dedicata una statua raffigurante il santo. La festa inizia all’imbrunire, con una processione che parte dalla chiesa parrocchiale con la statua del Santo e, attraverso percorsi campestri, arriva fino a Turri, dove viene celebrata la S. Messa. Dopo c’è la classica festa popolare, con musica, l’immancabile porchetta e un’allegra cocomerata.

I mesi di Luglio e Agosto vedono il paese interessato da fermento estivo e da numerosi momenti di festa, con gli emigrati che rientrano per incontrare i parenti e con i turisti che arrivano attirati dalle manifestazioni, in questo suggestivo scenario naturale. Oltre alle feste religiose troviamo quelle cosiddette profane, legate alla degustazione dei prodotti tipici o a manifestazioni sportive e sociali. Un significativo momento di riflessione storico/sociale è la “giornata della memoria” dedicata ai caduti, morti nell’adempimento dei propri obblighi morali e istituzionali, già da alcuni anni un importante punto di riferimento.

Un’altra occasione d’incontro è la Festa del socio della Cantina. Si svolge ogni anno il primo sabato di Agosto, ed è aperta ai soci. Qui si ha l’occasione per riincontrarsi, brindare con buon vino, e gustare dell’ottima porchetta. Quest’anno l’amministrazione comunale ha inaugurato una nuova manifestazione: “Luna, Vino e Musica”, una Fiera con stand gastronomici ispirati a vari prodotti come pesce, porchetta e dolci nonchè all’artigianato artistico. Si è svolta dal 29 al 31 Agosto ed ha coinvolto numerosi visitatori attirati anche da altre località. Nella struttura del vecchio municipio vi è stata una mostra di attrezzi agricoli del passato, nonchè un’altra mostra di quadri che ha coinvolto due artisti aresi.